LA CALIBRAZIONE DEL MONITOR, le impostazioni e relative problematiche.

 

INDICE

- Premessa

- Cosa significa calibrare un Monitor e perché

- Cenni sulla teoria del colore e definizioni

- La calibrazione del Monitor

- Quali sono i parametri essenziali che coinvolgono la calibrazione e come impostarli

   > Come io ho impostato i controlli avanzati

- Le problematiche della calibrazione

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PREMESSA


Quanto descritto di seguito è improntato non tanto sul voler stendere un trattato tecnico o linea guida sulla teoria del colore o sulle migliori impostazioni di calibrazione, quanto sul perchè, come e quando calibrare un monitor, e sopratutto sulla discussione di problematiche comuni una volta eseguita la calibrazione e sul come districarsi per risolverle.

E' probabile che possa commettere alcune imprecisione tecniche, forse anche per abuso di linguaggio, ma ritengo sia più importante, per chi è all'asciutto sulla questione, avere un'idea del processo che sta dietro ai meccanismi della calibrazione che non puntualizzare sulla definizione da manuale.

 

COSA SIGNIFICA  CALIBRARE UN MONITOR E PERCHE'


La calibrazione del monitor è un operazione che consente la verifica di corrispondenza dei colori,  a video o stampati, ad uno standard.


Lo standard di riferimento è oggi riconosciuto come International Color Consortium (ICC).


Attraverso la calibrazione si può far in modo che le differenti periferiche o attrezzature (macchina fotografica, stampanti, monitor, ecc..) che generano o gestiscono i colori, possano intercomunicare tra loro e, in sostanza, parlare la stessa lingua affinché ciò che vedo a video sia lo stesso che vedrò sulla carta stampata.


La funzione conclusiva della calibrazione è la creazione di un profilo, che in generale altro non è che un set (o tabella) di istruzioni per la scheda video affinché dica al monitor come debba rappresentare il colore su ogni pixel. Nei monitor professionali, questo set di istruzioni può essere programmato internamente al monitor.


Credo che a tutti sia capitata l'esperienza di aver eseguito un'elaborazione digitale onerosa in fatto di tempo e giudicata fantastica a video per poi restare completamente delusi dalla stampa: colori opachi, immagine scura oppure sbiadita, eccessiva saturazione di alcuni colori, oppure una forte desaturazione, ovvero anche una non corrispondenza della tonalità stessa dei colori.


Tutto questo perché ciò che la nostra scheda video ed il nostro monitor codificano in termini di colore non è lo stesso di ciò che codifica la macchina di stampa del nostro stampatore (o della nostra stampante).


Quindi perché passare ore a correggere variazioni tonali, saturazioni e luminanza dei colori quando poi non vengono stampati così come li abbiamo visti sul nostro monitor?


La soluzione è appunto la calibrazione del monitor e la creazione di un profilo standardizzato (ICC) sul quale poi, con i software disponibili per l'elaborazione delle immagini, operare (se necessaria) una conversione nel profilo di stampa ICC del nostro stampatore.

 

CENNI SULLA TEORIA DEL COLORE E DEFINIZIONI


I colori che vengono rappresentati sulla carta stampata o sul monitor o su un file digitale altro non sono che codifiche numeriche per rappresentate uno spettro colore di luce visibile.


I colori dello spettro della luce visibile sono stati codificati e mappati in diversi modi (o modelli matematici) per essere rappresentati e sono chiamati "spazio colore".  Una speciale  commissione - CIE (Commissione Internazionale per l'illuminazione) ha definito diversi modelli matematici di percezione del colore rappresentati dalle sigle: XYZ, xyY, Lab, Luv.


La rappresentazione più comune è lo spazio colore CIE XYZ o anche definito spazio di cromaticità CIE 1931

In cui un colore è espresso attraverso la somma dei tre colori primari di un modello a tre componenti additive.


Nota: Prendete con le dovute considerazioni questa frase, perché detta così può lasciare perplessi ma sappiate che  il grafico di cui sopra deriva da una formulazione matematica piuttosto articolata e che non riporto per pace dei sensi mia e di chi legge.


Inoltre, questo spazio colore è racchiuso in un triangolo ideale in cui sono rappresentate le coordinate del visibile e non visibile.

Il visibile è appunto lo spazio di cromaticità CIE 1931.


Il non visibile è ciò che sta fuori ed è sotteso dal triangolo CgCrCb.


Come è evidente, questo modello ha una raffigurazione bidimensionale e ciò è stato possibile grazie al fatto che la terza coordinata, la luminanza del colore, è stata derivata dalle altre due coordinate x e y .


Lo spazio colore rappresentato con il metodo Lab è invece un modello di tipo tridimensionale, di cui non mi dilungo oltre, ma basti sapere che questo è il modello che Photoshop usa per la conversione dei profili colore.


Poiché il modello di cromaticità CIE 1931 è piuttosto complesso da utilizzare, sono stati elaborati, per un uso pratico, modelli definiti RGB dello spazio colore e denominati:


- Prophoto RGB

- Adobe RGB

- sRGB

- Apple RGB

- ISO RGB

A seguito di questa classificazione si parla spesso di Gamut di uno spazio colore, che altro non è che la gamma di colori rappresentabile da quel determinato modello il quale è un sottoinsieme dei colori visibili. Si parla anche di Gamut dei dispositivi o periferiche ed indica l'insieme colore rappresentabile all'interno dello specifico spazio di cromaticità a cui ci si riferisce.


Dalla rappresentazione grafica si può dire che:


il Gamut del Prophoto RGB è un sottoinsieme dello spetto visibile, che l'Adobe RGB lo è del Prophoto e che  l'sRGB lo è dell'Adobe RGB, ossia in termini matematici che :


Lo Spettro Visibile >Prophoto RGB >Adobe RGB >sRGB


Altre considerazioni:


Come si può notare  il Gamut del Prophoto RGB esce fuori dai bordi dello spettro visibile. Questo vuol dire solo che parte dei colori dello spazio prophoto non è visibile.


L'sRGB è lo spazio colore più piccolo degli standard fotografici ma è anche quello più diffuso. Nonostante sia contro logica pensare di usare l'sRGB rispetto agli  altri modelli,  la sua enorme diffusione è determinata dal fatto che la stramaggioranza dei monitor non riesce a rappresentare un Gamut tanto maggiore ( a parte alcuni display professionali che raggiungono il 98-99% del Gamut Adobe RGB) e che in funzione di questo sul web l'sRGB è diventato lo standard di riferimento. Quindi volenti o nolenti ciò che pubblichiamo sarà "ridotto" allo spazio colore sRGB.


Per la carta stampata a livello professionale sono stati fatti molti passi in avanti con inchiostri che riescono a coprire Gamut sempre più estesi, tant'è che per i professionisti della stampa è ricorrente usare l'Adobe RGB come lo standard di riferimento in virtù della maggior copertura dei colori ed in particolare delle tonalità del blu e del verde.

 

Il punto di bianco


Su quanto detto fin'ora sul colore  c'è un punto molto importante ancora da discutere e che influenza la percettività del colore ed è quello che è definito il punto di bianco.


Si riscontra facilmente che a seconda di quale temperatura di luce ambiente siamo sottoposti si percepirà che stessi colori di una stessa immagine potrebbero sembrare più caldi o più freddi. Quindi parlare di punto di bianco è, in altri termini, discutere della tonalità del bianco in temperatura colore.


Sembra stranissimo dirlo perché è come dire di voler stabilire il colore del bianco, ma poiché i monitor emettono luce, così come la carta stampata la riflette, i colori saranno percepiti differentemente  in funzione della temperatura colore di emissione (o di riflessione) della luce e di conseguenza anche il bianco.


 Una temperatura colore bassa ( < 5000 °Kelvin) darà la sensazione di una tonalità di bianco più giallognola rispetto ad una temperatura colore alta (>7000 °K) che darà una percezione di tonalità più fredda.


Una tonalità del bianco definita più "neutra" per i monitor sembra essere data dalla temperatura colore di 6500 °K e che in genere ci si riferirà nella ricerca del punto di bianco con la calibrazione (tonalità chiamata anche con il termine D65).

Per le carte stampate il punto di bianco di riferimento è definito D50 poiché queste vengono visionate sotto una luce di temperatura a 5000°K per essere certificate.


Sembrerebbe naturale pensare che anche il monitor dovrà essere tarato alla stessa temperatura del bianco di riferimento della carta stampata ma non è così ( almeno di fatto), poiché è da prendere in considerazione che per i monitor parliamo di luce emessa, mentre per la carta di luce riflessa.


Si è constatato che la migliore corrispondenza tra visione a monitor e carta stampata sia quando il monitor è stato tarato per un punto di bianco D65 e quello della carta stampata a D50 (almeno in generale).


Queste tonalità di punto di bianco sono ovviamente codificate nel nostro spazio colore le quali sono rappresentate da una "sfumatura" sullo spetto visibile.


In particolare per il bianco le coordinate, nello spazio colore CIE 1931, sono:


per 6500K = D65  -->  x = 0.313  y =  0.329


per 5000K = D50 --> x = 0.346   y = 0.358


Tali punti sono così individuati nello spazio colore

Altro concetto chiave che ricorrerà nella calibrazione del monitor è la luminosità o luminanza, misurata in candele a metro quadro [cd/mq].

 

La luminosità di un monitor è la quantità di luce bianca che un monitor è  in grado di emettere. Essa andrà ad agire sulla luminanza del bianco e quindi sulla sua percezione visiva.

 

LA CALIBRAZIONE DEL MONITOR

 

Si è detto già cosa vuol dire calibrare un monitor e qual è l'azione conclusiva della calibrazione, ovvero creare un profilo ICC che dia istruzioni alla scheda video per individuare i segnali di cui ha bisogno il nostro monitor affinché rappresenti "fedelmente" i colori su schermo.

 

La domanda è:  come fare?

 

1. Farlo con metodi visivi, ossia affidarci all' occhio umano dopo aver seguito passo passo le istruzioni dei metodi interni al sistema operativo o della scheda video (NON RACCOMANDABILE).

 

2. Utilizzare una sonda colorimetrica (o colorimetro) ed il suo relativo software di calibrazione e profilatura. (CONSIGLIATO).

 

Io parlerò esclusivamente del secondo metodo, ma prima di tutto vediamo quali sono i prodotti  di calibratura e come orientarsi sul mercato.

 

Di  marche ne esistono differenti, e le più famose sono:

 

Xrite (tra cui i modelli colormunki e i1), Datacolor (modelli serie spyder), Lacie (come il Blue eye) ecc..

 

Tutte le marche hanno una serie di  prodotti differenti a seconda della fascia a cui sono destinati e/o ai prodotti ad esso destinati.

In genere i prodotti di fascia bassa hanno una sonda di per sé già buona per tutti gli usi amatoriali ed anche evoluti, ma utilizzano versioni software con meno funzioni ed in genere con azioni facilitate ed automatizzate.

 

Questo di per sè, ed all'inizio, è certamente un vantaggio ma se cercate delle risposte più concrete o volete ottimizzare il processo, o ancora usare delle funzioni avanzate per monitor professionali, allora questi vantaggi si tradurranno in svantaggi operativi che non vi consentiranno l'immissione di alcuni parametri personalizzati.

 

Per mia esperienza un prodotto di fascia medio/alta , del costo di circa 200 Euro soddisfa tutti gli utenti e/o fotografi amatoriali evoluti (ed anche i professionisti). Qualunque sia il colorimetro scelto ritengo comunque che la cosa più importante sia sapere se il software di calibrazione è dotato o meno di una verifica di qualità sul risultato o di controllo del DeltaE di risposta.

 

Lo ritengo importantissimo perché dobbiamo renderci conto della "bontà" della calibrazione ottenuta anche numericamente.

 

Il valore del deltaE, in pratica, misura la differenza fra i parametri richiesti in calibrazione e quelli calcolati dalla sonda ; più il deltaE si avvicina allo zero migliore sarà stata la resa della procedura di calibrazione  e viceversa.

 

Per una calibrazione eccellente il deltaE medio dovrà essere <1 , per una buona calibrazione ovvero per differenze ancora impercettibili ad occhio umano il deltaE medio dovrà essere <3, per tutti gli altri valori 3 si hanno discordanze tanto più evidenti ad occhio nudo tanto quanto maggiore sarà il delta ottenuto.

 

Il deltaE massimo si raccomanda dovrebbe essere al max uguale a 6 (specifiche Ugra DACT dE94).

 

Da ora in avanti potrò riferirmi (per mia esperienza) solo all'utilizzo del calibratore della X-Rite i1 display pro, ma le considerazioni fatte andranno bene per tutte le sonde in commercio.

 

Nota. Il test del deltaE nel software i1profiler si trova nella modalità avanzata sotto la voce "Qualità".

 

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Prima di esaminare come impostare in modo avanzato il software di calibrazione della X-Rite, vorrei rendervi noto, da quanto emerso dalle mie ricerche, che i monitor Dell, ed in particolare alcune serie di esso, potranno essere calibrate automaticamente dal software solo con la sonda i1display-pro e dal software specificatamente programmato da X -Rite per Dell ( quindi non quello della confezione) e che si chiama Dell UltraSharp Color Calibration Solution. Lo trovate a questo indirizzo:


http://en.community.dell.com/support-forums/peripherals/w/monitors/5187.dell-ultrasharp-color-calibration-solution-x-rite


Io ho un monitor Dell U2410, che pur avendo il settaggio dei canali colore RGB indipendenti direttamente dal monitor, non permette al software di calibrazione di modificare automaticamente le curve neanche con la versione Dell. Quindi con il modello U2410 è sufficiente  utilizzare quello della confezione i1 display pro.

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QUALI SONO I PARAMETRI ESSENZIALI CHE COINVOLGONO LA CALIBRAZIONE E COME IMPOSTARLI.

 

I parametri fondamentali su cui si basa la calibrazione del Monitor sono essenzialmente tre:

 

1.       La regolazione della luminanza del monitor ( ovvero della luminanza del bianco);

2.       La regolazione del punto di bianco ( ovvero della temperatura colore del bianco);

3.       La curva di risposta o gamma di risposta del monitor;

 

Diciamo anche ci sarebbe un quarto parametro anch'esso fondamentale, ovvero, la luminanza del nero , ma nella maggioranza dei casi non è modificabile dall'utente. Per capire l'importanza sul contrasto finale dobbiamo sapere che quanto più è prossimo allo zero e meglio è , restituendo un nero molto profondo.

 

- La luminanza del bianco  è espressa in cd/mq ed i valori più consoni si attestano in un range compreso tra 80 - 120 cd/mq.

A meno che non stiate in ambienti particolarmente luminosi in cui occorre impostare valori alti per la luminanza, dal mio punto di vista 80-90 cd/mq sono già un' ottima impostazione per simulare la risposta in lettura della carta stampata.

 

- Il punto di bianco è generalmente espresso in °K ma nel software di calibrazione della X-Rite è definito secondo la codifica CIE con le sigle D50, D55, D65, D75  (questo dato può anche essere immesso con le coordinate, o con una misura ambientale o con il punto originale di fabbrica del monitor).

Io le ho provate tutte, ed in condizioni di luce ambiente ed illuminazione artificiale ambientale non costanti ho trovato il miglior risultato impostando D65.

 

- La curva di risposta tonalità o gamma oggi si è ormai stabilizzata al valore 2.2 ( anche per i PC MAC, che storicamente erano impostati sul valore 1.8).

 

La definizione di questi parametri saranno i valori attesi dalla calibrazione e dalle letture della sonda colorimetrica sui pach di colori codificati che verranno proiettati sul monitor durante l'esecuzione della misurazione.

 

Per ottenere i valori attesi il software vi proporrà due modalità di regolazione della luminosità, del contrasto e delle curve RGB:

a) utilizzare il controllo automatico sul display , se il display fosse programmabile e sopratutto se il display supporta il controllo automatico ( ADC).

b) Utilizzare il controllo manuale, ovvero regolare a mano secondo indicazioni del software ed in base ad una scala di misura posta a video.

 

Se siamo nella condiziona a) le misurazioni e le regolazioni software si eseguiranno in automatico riprogrammando la LUT (LookUp Table) del monitor.

 

Nota: Le Lookup table, spesso chiamate LUT, sono tabelle che collegano indici numerici (che vanno generalmente da 0 a 255) con valori di output.

 

Se siamo nella condizione b) allora possiamo ricadere in due sottocasi principali:

 

b.1) il monitor permette sia la regolazione della luminosità, del contrasto che la regolazione delle curve RGB manualmente.

b.2) Il monitor permette solo la regolazione della luminosità e contrasto e non quelle delle curve RGB, la cui regolazione sarà affidata al software che scriverà la LUT per la scheda video.

 

Nota: in realtà anche nella situazione b.1 viene scritta una LUT per la scheda video ma essendo tradotta da impostazioni hadware del monitor è più precisa di quella trascritta dal software di calibrazione e simulata dalla scheda video.

 

Se il monitor non permette alcuna regolazione e/o la scheda video ha una sola LUT per tutti i canali (RGB) come quelli di alcuni motor portatili, allora penserà a tutto il software di calibrazione trascrivendo i valori  più indicati (con più approssimazione ovviamente dei risultati).

 

Per un approfondimento sulle LUT e sulle opzioni avanzate del calibratore i1Pro consiglio una lettura agli articoli di boscarol


http://www.boscarol.com/blog/?tag=lut  (Lookup Table nei monitor LCD)

http://www.boscarol.com/blog/?p=6981  (Requisiti per poter calibrare un monitor LCD)

http://www.boscarol.com/blog/?p=18454 (Calibrare e profilare il monitor con i1Pro (hw) + i1Profiler (sw))

 

Come io ho impostato i controlli avanzati

Anche se le situazioni cambiano da monitor a monitor e da un software ad un altro, ritengo comunque utile e magari di riferimento dirvi come io ho impostato i parametri avanzati della calibrazione sul (mio) monitor DELL U2410 ed ottenendo un deltaE medio di 1,4 ed un deltaE massimo di 2,4. Se poi mi riferisco al deltaE medio al 90% dei pach allora il risultato che ho ottenuto è stato circa 1 ( non male direi! )


Nota: Dopo aver stampato una foto da un laboratorio professionale secondo il suo profilo colore ho trovato una corrispondenza pressoché perfetta ad occhio umano. Unica nota è che a seconda dell'intensità e temperatura colore ambientale, la foto sulla carta stampata può risultare meno luminosa. Bisognerebbe dotarsi di una luce ambiente uniforme alla temperatura di 5000°K ... per fare i pignoli :D


Prima di tutto è importante sapere che nel mio monitor Dell U2410 ho utilizzato il preset mode : Custom Color poiché ho potuto effettuare le regolazioni delle curve RGB direttamente dal menù del monitor.


In rete, e più precisamente dal sito di TFTCENTRAL , indicano per il Dell U2410 l'impostazione del preset migliore come la standard, ma pur avendo ottenuto all'incirca risultati equivalenti, a me non piacevano i colori sullo schermo di windows - troppo accesi - ( vuoi forse per colpa della mia scheda video e delle sue LUT, ma non mi son trovato bene).


Tra l'altro quelli di TFTCentral sono riusciti ad avere un deltaE ancora più basso del mio, quindi può darsi che ci sia da lavorarci su, ma dopo decine e decine di prove effettuate ho ritenuto meglio per mè le impostazioni che di andrò ad elencare (almeno ad oggi!)


Per ogni altra valutazione vi rimando al sito TFT central ed in particolare alla recensione/prova del DELL U2410


http://www.tftcentral.co.uk/reviews/dell_u2410.htm


Il sito può tornarvi molto utile anche per altre tipologie di monitor e marche differente, vi consiglio una navigata.


I miei settaggi

Il tipo di display lo ha riconosciuto automaticamente ed il valore CCFL è quello che ho ritenuto essere più corretto perché il mio monitor non ha il Gamut esteso (98-99% Adobe RGB).


Al punto di bianco, dopo differenti prove, ho ritenuto essere la migliore impostazione il valore D65 ( penso che per ottenere migliori risultati bisognerebbe avere un illuminazione ambientale molto precisa e costante ed io avendo una finestra laterale ed due neon non sono riuscito ad impostare parametro migliore).


La luminanza, dopo varie e varie prove, l'ho impostata fissa a 80 cd/mq perché non avendo una luce ambientale molto intensa la trovo molto più riposante per i miei occhi.


Nella proporzione di contrasto ( o rapporto di contrasto) ho verificato migliori risultati con l'impostazione "originale" ovvero nativa del monitor. Ma credo siano possibili altre prove per migliorare, anche se il risultato  ottenuto lo trovo già più che soddisfacente.

Il flare correct ho preferito tenerlo attivato anche se non credo mi abbia inciso tantissimo.


Il controllo avanzato luce ambientale l' ho tenuto disattivato. Con questa funzione attiva la calibrazione diventa a mio parere troppo incoerente a seconda di quando la faccio, proprio a causa di quanto detto più sopra ovvero per la mancanza di uniformità (e costanza) di questa fonte nella mia stanza.


Qui ho modificato solamente il tipo di profilo, rispetto alle predefinite, perché l'opzione In base a tabella mi è sembrata più precisa.



Ho inserito l'insieme di pach medio per il miglior rapporto "accuratezza misura/tempo di calibrazione" però se non si vuole aspettare 4-5 min anche l'insieme pach piccolo offre risultati ottimi ( anche qui questione di pochissimi punti decimali) ed impiega 2 min circa (molto veloce!).


Come si nota, nel mio caso l'impostazione hardware del display automatica è stata disabilitata, proprio perché il mio monitor non consente al software di regolare la LUT automaticamente, mentre posso farlo  in manuale grazie al preset Custom color dal menù del mio monitor.


Nota: Se utilizzate la modalità preset standard allora successivamente in fase di taratura dovrete specificare e spuntare solo le caselle Luminosità e Contrasto e non anche RGB ( per quella ci pensa il software costruendo una LUT per la scheda  video).


Una volta terminato il processo di calibrazione si dovrà cliccare su creazione profilo e salvataggio.


In questo modo il software crea una profilazione ICC e la implementa nel sistema operativo. Contemporaneamente attiva nell'applicazione interna  un "Calibration Loader" che all'avvio del sistema operativo "dovrebbe" ( poi spiegherò la questione delle virgolette) caricare le modifiche alla curve RGB, ovvero la nuova LUT programmata da quel profilo ICC creato per la scheda video.


Nota. Vi consiglio di dare al nome profilo il nome del vostro monitor con l'aggiunta della data di calibrazione, ed anche meglio con quale modalità di preset.


Credo ( perché il mio non ha la funzione) che nei monitor con la possibilità di impostazione automatica del display a livello software il Calbration Loader sia ininfluente poiché le modifiche sono fatte direttamente nella LUT del monitor e quindi la scheda video non deve codificare alcuna istruzione.

 

LE PROBLEMATICHE DELLA CALIBRAZIONE


Le problematiche della fase "misurazione" della calibrazione sono relative e a seconda dell'hardware e del software posseduto, sia a livello di sonda colorimetrica che di monitor.


Di queste problematiche in parte si è già discusso nella trattazione precedente ed in parte mi sarebbe impossibile trattarle non avendo testato tutto quanto esiste in commercio.


In generale però bisogna tenere in considerazione che ogni volta che cambiano considerevolmente le condizioni di luce ambiente (ad esempio da luce naturale sotto finestra a luce artificiale e finestra chiusa) la calibrazione sarà quasi certamente da rifare o perlomeno se state lavorando su un file fotografico a livello di colore per poi spedirlo in stampa.


In questa situazione però parlerò più specificatamente delle problematiche del dopo conclusa calibrazione del monitor nei sistemi Windows 7 (Credo che nei MAC non siano riscontrabili i problemi di seguito descritti).


La problematica più comune, ed anche da me riscontrata, è quella dovuta al fatto che una volta riavviato il PC la calibrazione venga persa, come se resettata. La causa principale è il mancato caricamento delle impostazioni del Calibration Loader.


La risoluzione di questa problematica abbraccia purtroppo una molteplicità di aspetti, ed io ora elencherò i più diffusi che non saranno in ordine di importanza (anche perché in questo caso un motivo vale un altro se l'effetto è lo stesso).


Per prima cosa però dobbiamo controllare un impostazione di base ovvero la Gestione Colori nel pannello di controllo di Windows.


Verificare se nel dispositivo dello schermo sia stato caricato correttamente come impostazione predefinita il profilo ICC appena salvato.


Andiamo quindi nel Pannello di controllo> gestione colori e sulla scheda Avanzate e controlliamo che nella voce "Profilo condizioni di visualizzazione" sia impostato <<Profilo Sistema colori di Windows per visualizzazione ICC>>. Se non fosse così selezionatelo dal menù a tendina. Se non esiste nel menù a tendina andate in basso a destra della finestra e cliccare su "cambia valori predefiniti di sistema" ed impostarlo dalla scheda avanzate

Verificate queste condizioni  base, ci potrebbero essere problematiche relative al caricamento del Calbration Loader dell'avvio dell'eseguibile XRGamma e questo dovuto spesso  a delle restrizioni di Windows o a programmi che ne annullino le istruzioni.


Ad esempio:


                1) l'UAC di Windows

                2) il Windows Defender

                3) l'Antivirus


Per l'UAC bisogna andare su pannello di controllo e poi Account Utente. Cliccare su Modifica le impostazioni di Controllo dell'account utente e dalla schermata posizionare il livello su "Non Notificare mai"

ATTENZIONE! Queste modifiche potrebbero incidere sulla sicurezza del sistema. Modificarle con consapevolezza.


Per  il Windows Defender stesso ragionamento dell'UAC. Lo trovate nel pannello di controllo, andate su strumenti>opzioni>Amministratore e togliete la spunta a Usa il programma. Da questo momento è disattivato.

ATTENZIONE! Anche in questo caso  le modifiche potrebbero incidere sulla sicurezza del sistema. Modificarle con consapevolezza.

Per l'Antivirus dovete controllare se questo blocchi l' XRGamma.


Nel mio caso ho risolto impostando dall'antivirus (GDATA),  nelle opzioni Autostart Manager,  l'avvio del XRGamma con ritardo di 1 min.

In pratica l'XRGamma solo avviandosi dopo che il sistema aveva operativo ha caricato ed eseguito tutti i suoi file, rendeva le LUT della scheda video  operative.


IMPORTANTE. Per sapere se la LUT della vostra scheda video è stata modificata (ovvero caricata dall'XRGamma) potete usare questo programmino semplicissimo "Calibration Set" che trovate qui:


 http://www.xrite.com/product_overview.aspx?ID=795&Action=Support&SoftwareID=546


se le curve sono state modificate la schermata vi apparirà così


Se la LUT non è stata caricata all'avvio le curve sono identificate in una singola retta ed i valori base RGB in 0 saranno tutti e tre zero e vi verrà segnalato che "The gamma curves for display 0 have not been modified".


E' importante leggere questa scritta perché potrebbe essere che se la scheda video (come spesso avviene nei portatili) ha una sola LUT programmabile per tutte e tre i canali potreste trovarvi con una retta a 45° sul diagramma e pensare che la LUT non sia stata modificata mentre non è così perché scrive "The gamma curves for display 0 have been modified".

 

Nel caso peggiore di tutti, se non riusciste a far partire in automatico all'avvio di Windows l' XRGamma, o non volete mettere mano ad impostazioni di sistema delicate, lo andate a far partire manualmente con un doppio click dalla cartella:


Disco locale (C:\) > Programmi (x86)>X-Rite> i1Profiler>XRGamma.exe


E' più spartano ma sicuro.

Magari create un collegamento sul desktop o sulla barra dei collegamenti e lo avvierete più velocemente.


FINE

Buona Calibrazione a tutti.



- L'autore  non si assume alcuna responsabilità sull'uso improprio dei dati e delle prove esposte negli articoli, essendo frutto di proprie considerazioni  ed esperienze e quindi passibili di errori e/o difetti.